Guida alla lettura delle carte nautiche


Per imparare a leggere le carte nautiche, il primo aspetto a cui è bene prestare attenzione è quello relativo ai colori: la policromia è indispensabile non solo per definire le varie classi di informazioni, ma anche per mettere in evidenza i diversi particolari. La tinta terra, ovviamente, viene adoperata per mostrare le terre emerse, mentre per riportare le costruzioni e l’orografia, che compongono la topografia interna, si ricorre al bistro: questo colore non è presente in tutte le carte, e in particolare è assente in quelle relative a estensioni molto grandi. Decisamente più importante è la tinta mare, che ha lo scopo di delimitare le zone nelle quali il fondale si trova sotto un certo valore di sicurezza. Il nero è il colore scelto per i principali elementi cartografici, vale a dire la qualità di fondo, la linea di costa, le linee batometriche, i fondali, i toponimi riportati sul portolano, le informazioni riguardanti le caratteristiche geodetiche della carta nautica e i simboli. Il viola, infine, serve per la rappresentazione delle aree di navigazione regolamentata, delle avvertenze, dei valori di declinazione magnetica e delle rose.

Entrando più nel dettaglio delle carte nautiche, sono molti gli elementi che meritano di essere presi in considerazione: per esempio la scala, che non è altro che il rapporto di riduzione che viene adottato per riportare le distanze reali sulla carta; per fare un esempio, una scala di 1:100.000 indica che un centimetro della carta equivale a 100.000 centimetri (cioè un chilometro) reali. Importante è anche l’indice grafico, con il riepilogo della data in cui i rilievi idrografici che sono serviti per costruire la carta sono stati eseguiti: come si può immaginare, tanto più i rilievi sono recenti, quanto più la carta è affidabile. L’indicazione della località riporta la zona coperta, mentre il riferimento geodetico segnala quale approssimazione è stata scelta per la rappresentazione dell’area.

Su ogni carta nautica, poi, i fondali e le quote altimetriche, relative alle terre emerse, sono caratterizzati da riferimenti differenti: per questo motivo sono riportati i riferimenti per le quote. Mentre la fonte topografica viene menzionata per salvaguardare la fonte dei dati, la scala grafica ha un duplice obiettivo, quello di misurare le distanze in metri e quello di riportare tali distanze sulla carta. Sotto la cornice della carta, sulla riga di fondo, si possono leggere l’anno di edizione e gli eventuali aggiornamenti: anche queste sono informazioni di rilievo per questo tipo di documento, soprattutto ai fini della sicurezza della navigazione.

Fonte: Fni.it