La Balbuzie


Cos’è la balbuzie e quali sono le sue caratteristiche principali?
Tecnicamente la balbuzie è un disturbo della parola e della sua fluidità che viene bloccata da pause e suoni prolungati involontariamente più a lungo del dovuto.
Nel grande parco di situazioni inerenti alla balbuzie, vengono comprese anche tutte le esitazioni e i suoni messi in atto per contrastarla.

La BALBUZIE si può classificare generalmente in due tipologie: evolutiva ed acquisita.
La balbuzie evolutiva colpisce l’età infantile ed ha radice nella genetica e nella condizione neurofisiologica, sebbene non ci siano ancora studi che confermino le reali cause scatenanti.
Più certa da individuare invece, è la causa della balbuzie acquisita. Un trauma, un evento scatenante particolarmente forte a livello psicologico come ad esempio un lutto, un incidente o un ictus, possono essere le possibili spiegazioni di una balbuzie improvvisamente comparsa in soggetti ormai adulti.

 

balbuzie adultiLa struttura della balbuzie è riconducibile a tre elementi distinti: le ripetizioni, i prolungamenti e i blocchi.
Sono i cosiddetti comportamenti primari e riguardano esclusivamente la parte vocale e verbale.
Sono involontari e non controllabili.
Le ripetizioni avvengono quando la sillaba iniziale di una parola è ripetuta involontariamente per tempi più lunghi di quanto necessario.
I prolungamenti sono tutti quei suoni protratti nel discorso che diventano lunghe esecuzioni verbali senza controllo.
I blocchi invece, sono tutte quelle pause di silenzio che si creano durante un confronto verbale.

Esistono poi i comportamenti secondari che sono collegati strettamente a quelli primari, ma vengono spontaneamente messi in atto dalla persona affetta da balbuzie.
Riguardano tutti quei trucchi di autodifesa esercitati dalla persona che vuole provare a controllare il suo problema.
Gli starter ad esempio, sono parole di innesco con le quali si tende ad iniziare il discorso: cioè, ah, oh e altri piccoli suoni che danno il via ad una fluidità maggiore nell’esposizione vocale.
Questi tentativi di autodisciplinare la balbuzie diventano mano a mano parte integrante delle persone e sono abitudini talmente radicate che diventano spesso difficili da togliere.

Se pensiamo al disagio sociale che può cogliere una persona balbuziente, non possiamo non capire anche il comportamento secondario chiamato ‘strategia di astensione’. L’ansia e lo stress che coglie un balbuziente in alcune circostanze, spingono la persona ad eludere ed evitare le situazioni di pericolo che prevedibilmente potrebbero portarlo a balbettare. Parlare in pubblico, affrontare determinate persone o discorsi importanti, rischiano di diventare lontani ricordi perché semplicemente il problema non lo si affronterà.

Sono circa 70 milioni in tutto il mondo le persone affette da balbuzie e psicologicamente questa condizione diventa alienante. Non è l’ansia la causa della balbuzie, al contrario è la balbuzie che crea un forte stato ansiogeno che genera a sua volta vergogna, rabbia ed isolamento e che porta ad un circolo vizioso chiamato “Sindrome del Balbuziente”.

La cura è diversa per ogni situazione e solo un valido CENTRO DI LOGOPEDIA può iniziare un percorso di guarigione. Non si tratta solo di migliorare e curare la parte verbale, ma bensì di approfondire le cause e capire a fondo il problema per estirparlo alla radice.

Le problematiche che si porta dietro un balbuziente non si fermano al mero aspetto estetico. Per spiegare quanto possa esserci dietro ad una balbuzie, prendiamo in prestito le parole di Joseph Sheehan, il primo ricercatore che si è interessato al disturbo: “la balbuzie da fuori è come un iceberg. Noi vediamo solo la punta, ma sotto c’è un insieme di emozioni negative, problemi e condizioni che un paziente si porta dietro con preoccupazioni enormi.”

Nell’età adulta contano molto la determinazione dell’individuo e la motivazione a guarire, ed è per questo motivo che un adulto può riuscirci: perché è incentivato a riprendere in mano la propria vita.