Grappe di Vinaccia – storia e tipologie


La grappa è un distillato in grado di offrire un sano momento di edonismo che pervade le papille gustative di chi la assapora. Pochi sorsi dal sapore pieno che infondono grande relax in colui che la degusta.
Per prima cosa è bene sgomberare il campo da alcuni fraintendimenti: il termine grappa si può applicare solo a produzioni di distillato Italiano (compreso San Marino), mentre il distillato di vinaccia (in pratica la buccia dell’uva una volta che l’acino è stato privato della polpa) proveniente da altri Paesi acquisisce nomi diversi, appartenenti alla categoria delle Acquaviti di Vinaccia.

La grappa nasce generalmente dalla svinatura dei vini rossi, processo dal quale deriva una vinaccia già fermentata e pronta per essere distillata. Esistono però altre due tipologie di grappa: quella proveniente dalla vinificazione dei rosati e dei bianchi. Nel primo caso le vinacce sono solo parzialmente fermentate (vinacce semi vergini), mentre nel secondo caso le vinacce non hanno ancora subito un processo di fermentazione (vinacce vergini).
Ciò detto, le vinacce semi vergini e quelle vergini devono subire il processo di fermentazione dal momento che la grappa deriva esclusivamente dalle bucce dell’uva fermentate.

La grappa generalmente si suddivide in Giovane e va gustata ad una temperatura fresca, attorno ai 10 gradi, oppure sono invecchiate ed in questo caso la pienezza dell’aroma si assapora attorno ai 16/18 gradi. Talvolta la grappa è anche aromatizzata con erbe, radici, frutti.
La grande varietà di tipologie, di aromi e profumi, rende la grappa un distillato estremamente versatile. Regala un’esperienza quasi onirica se gustata da sola, in un ambiente rilassato con luci soffuse; mette allegria se condivisa dopo una cena con amici (tra l’altro ha spiccate proprietà digestive soprattutto per quanto riguarda quelle aromatizzate alle erbe); è perfetta per correggere il caffè; si presta a regalare profumo e sapore caratteristico in molte preparazioni dolci; sotto forma di glassa è perfetta per insaporire piatti di carne o di pesce.

Alla grappa sono stati dedicati svariati musei nel nord Italia, soprattutto in Piemonte e nel Veneto. Esiste perfino l’Istituto Nazionale della Grappa a Bologna. Si tratta di iniziative atte a valorizzare il patrimonio culturale rappresentato da questo distillato, come detto in precedenza, prettamente italiano. Uno dei simboli del Bel Paese, conosciuto, amato ed esportato in tutto il mondo. Non bisogna però credere che esista un’unica tipologia di Grappa, poiché in realtà l’Italia è ricca di numerose varianti regionali di distillato, ognuna proveniente dall’utilizzo di vinacce tipiche della regione di riferimento.

Cantina Ferrero, nota come CROTA DEL LUV (Tetto del Lupo, nome con cui è conosciuta Cervasca, comune che ospita l’azienda), nasce come piccola osteria alla fine del 1800. Dapprima produceva vino per la vendita diretta nel locale, poi ha iniziato a produrre per vendere al di fuori dall’azienda. Oltre alla produzione di alcuni vini, come il Dolcetto, il Nebbiolo, il Barbera, Cantina Ferrero distilla anche QUATTRO TIPOLOGIE DI GRAPPA , adatte a degustazioni ed impieghi diversi.
La Grappa di Moscato ha un gusto intenso ma al contempo delicato; bianca e trasparente è adatta dopo pranzo o per una pausa relax a base di un distillato amabile e facile da bere. Da servire a 14/18 gradi.
La Grappa di Dolcetto è calda e intensa, perfetta dopo un pasto abbondante anche per favorire la digestione. Da servire a 14/18 gradi.
La Grappa di Barolo, derivante da vinacce Nebbiolo, ha un gusto che ricorda i frutti rossi ed è perfetta per regalarsi un momento di pace, magari in serata dopo una giornata stressante. Da servire a 14/18 gradi.
La Grappa al Genepy (artemisia) va bevuta ghiacciata ed è perfetta nelle calde sere d’estate. All’aspetto di presenta verdognola ed il sapore alle erbe di montagna ed il profumo intenso la rendono unica nel suo genere.