Dattilologia, comunicazione a portata di “mano”


La dattilologia, detta comunemente alfabeto manuale, è uno dei principali sistemi di comunicazione utilizzati dalle persone sordomute o con difficoltà psicosensoriali.
Per un sordomuto l’interazione rappresenta uno strumento fondamentale per interagire col mondo esterno e quindi abbattere la barriera comunicativa che potrebbe isolarlo dal resto della comunità. Per questo molte organizzazioni facilitano e incoraggiano l’inserimento di queste persone e adottano tali linguaggi in maniera sistemica e funzionale.

Come funzione la dattilologia

La dattilologia, in particolare, è un sistema che utilizza la mano come strumento di comunicazione ed è complementare alla Lingua Italiana dei Segni (LIS), ossia l’alfabeto convenzionale di segni codificato per la comunicazione gestuale. La si impiega soprattutto per esprimere nomi propri, località geografiche e termini stranieri che sarebbe difficile realizzare con i normali gesti ed è infatti assai improbabile che venga utilizzata da sola perché molto lenta.

Questo sistema consiste nel formare le lettere dell’alfabeto con le dita o con la mano (esempio A = mano a pugno, I = mignolo alzato) e, per quanto la sua funzione, come detto, sia soltanto complementare, è molto importante per comunicare tutti i vocaboli nuovi o estranei alla lingua dei segni e si integra al meglio anche coi sistemi di labiolettura, i quali potrebbero prevedere molte ambiguità fonetiche.

In caso di persona sordocieca si può ovviare al deficit visivo eseguendo segni grafici sul palmo della sua mano. In questo modo, l’interessato può ricevere e comprendere le parole e i concetti attraverso il tatto. Per quanto preveda un sistema di segni visivo-gestuali molto semplici, sia il sordomuto che il sordocieco dovrebbero aver imparato a leggere e scrivere prima di poter utilizzare al meglio questo linguaggio.

Un altro sistema di comunicazione che fa impiego della mano, oltre alla Lingua Italiana dei Segni, è il malossi, metodo in cui ad ogni parte di essa corrisponde una lettera dell’alfabeto. A differenza della dattilologia, perciò, non abbiamo un linguaggio fatto di gesti, ma utilizziamo la mano come fosse una macchina da scrivere in cui tastare la zona corrispondente alla lettera che intendiamo comporre.