La crisi dei mercati finanziari


Grazie ai segnali di ripresa economica che si sono registrati negli Usa a Dicembre dello scorso anno, si pensava che il 2015 sarebbe stato l’anno di una ripresa consistente anche nel vecchio continente. L’ultimo trimestre del 2014 ha fatto registrare una crescita dell’economia america del 5%, motivo per cui l’economia di tutto il modo tirava un sospiro di sollievo, con tutti gli indici di borsa che nel nuovo anno puntavano verso l’alto.

A gustare la festa c’è pensata la Banca Popolare Cinese, che negli ultimi tempi per cercare di far riprendere l’economia cinese, che sta vivendo un periodo di affanno, ha pensato bene di abbassare in più sedute lo yuan, facendo ripiombare  nel caos i mercati di tutto il modo nel caos e il panico nei mercati asiatici che hanno fatto registrare ingenti perdite.

Molti analisti sospettano che dietro le mosse della Banca Popolare Cinese ci sia una guerra della cina al biglietto verde, in particolar modo lo stato cinese vorrebbe che lo yuan scalciasse via il dollaro e diventi la moneta di scambio per gli import ed export dei prodotti cinesi. Tale analisi non è difficile da credere, in quanto il mercato finanziario cinese è meno libero di quelli occidentali in quanto l’intervento dello Stato è ancora molto rilevante e molte operazioni non sono permesse o sono più difficili da effettuare senza la sua approvazione.

La Federal Reserve dal lato suo cerca di tamponare come meglio può l’offensiva dello yuan nei confronti del biglietto verde e ieri ha confermato che il costo del denaro rimane invariato nel range 0-0,25%. La decisione è stata presa con una maggioranza di nove membri contro uno e per il momento la guerra dei mercati dei cambi sembra essere solo rimandata. Nel frattempo, gli investitori internazionali e devono stare molto attenti, poichè in uno scenario del genere con il trading online si rischia di andare incontro a grosse perdite dovute anche ai dei rumors di borsa che a volte si possono dimostrare infondati.