Chi adotta un bambino a distanza vuole un mondo migliore


Quando si adotta un bambino a distanza si sceglie di regalare un futuro migliore a chi è meno fortunato e offrire una speranza di sviluppo laddove miseria ed emarginazione impediscono ogni concreta possibilità di benessere e progresso.

L’adozione a distanza è un’esperienza che arricchisce la propria vita e quella della propria famiglia. Va vissuta con passione e impegno e regala gioia anche a sé stessi.

Molte associazioni ONLUS hanno scelto di perseguire progetti umanitari improntati sulle adozioni a distanza, che permetteranno di portare crescita e sviluppo in comunità attanagliate dalla povertà. Con un piccolo versamento economico è possibile realizzare grandi cose, regalare un sorriso a un bambino meno fortunato e garantirgli un avvenire dignitoso. Ecco perché chi adotta a distanza non soltanto fa una donazione, ma si rende parte attiva di un progetto solidale e lungimirante che porrà le basi per un futuro migliore non solo nella vita e nella comunità del beneficiario, ma nel mondo intero.

I progetti di adozione sono dedicati soprattutto verso i bambini, che sono i più bisognosi di un’infanzia  dignitosa, ma esistono anche piani di intervento per donne incinte o neo-madri, comunque orientati verso l’obiettivo di un domani migliore. Avrai infatti sicuramente sentito parlare dei progetti intitolati “adotta un pancione a distanza”.

 

Come si adotta un bambino a distanza

Adottare un bambino a distanza vuol dire tante cose: consentirgli un’alimentazione adeguata e corretta, garantirgli tutti i vaccini e le cure mediche necessarie per crescere in buona salute, offrirgli l’accesso a un’ istruzione dignitosa, che è uno dei diritti fondamentali dell’uomo e che sarà la base per fondare quella conoscenza portatrice di sviluppo anche nelle comunità più arretrate.

Per questo l’adozione a distanza è molto più di una donazione ed è un’esperienza che può durare una vita; è un investimento nel futuro, in cui i progressi possono essere vissuti giorno per giorno. Si può adottare ad esempio uno studente a distanza, facendo sì che l’importo devoluto all’associazione solidale si traduci in una vera e propria istruzione per il bambino. Vale a dire pagamento della retta e dei costi di trasporto, uniformi scolastiche e libri di testo. Solo così si potrà garantire un futuro migliore a chi non sembra aver alcun presente.

Situazioni di sottosviluppo e malnutrizione sono presenti in molti paesi dell’Africa Subsahariana ma anche nel Sud-Est asiatico, in India e in alcune località dell’America Latina. Il mondo ha bisogno dell’aiuto di chi è più fortunato e vive tra tanti agi e comodità. L’adozione a distanza è per questo il metodo migliore per eliminare queste disparità globali e formare una nuova generazione migliore, più egualitaria e fondata sui principi della solidarietà e della cooperazione.

Quando si adotta un bambino a distanza, insomma, si adotta una parte di mondo che merita di progredire.