La blefaroplastica non sempre è estetica


La chirurgia estetica non è sempre ben vista. Aveva e continua ad avere molti detrattori che osannano la bellezza naturale e sono convinti del fatto che un bisturi non garantisca risultati soddisfacenti o che, comunque, non vale la pena sottoporsi a più o meno invasivi interventi chirurgici unicamente per migliorare la propria immagine. Uno dei trattamenti di chirurgia estetica visti maggiormente di cattivo occhio è, guarda caso, la blefaroplastica che riguarda, appunto, il ringiovaniento del viso attraverso la ricostruzione della palpebra.

La blefaroplastica consente l’eliminazione delle borse sotto gli occhi e delle pieghe palpebrali e rende anche possibile la risoluzione del’abbassamento del sopracciglio. E’ un intervento di chirurgia estetica a tutti gli effetti, a cui oggigiorno si sottopongono molti e molte vip ma anche persone comuni desiderose di combattere e ridurre i segni dell’età. Attraverso la blefaroplastica vengono eliminati gli eccessi di pelle e, se necessario, anche il grasso periorbitario erniato.

Indubbiamente i mass media contribuiscono in misura considerevole a far maturare nella gente la visione della blefaroplastica come un intervento di chirurgia estetica destinato meramente a soddisfare dei capricci da star. In ogni caso, inquadrare la blefaroplastica unicamente come intervento di chirurgia estetica non è del tutto corretto. Talvolta un intervento di blefaroplastica può avere ed ha finalità ricostruttive e quindi va considerato nell’ottica della chirurgia ricostruttiva e non più unicamente della chirurgia estetica/plastica.

In alcuni casi, ci sono pazienti obbligati, per cause di forza maggiore, a subire interventi chirurgici destruenti a carico dellapalpebra, che difatti distruggono la palpebra non solo rovinando l’assetto estetico del loro viso ma anche provocando alterazioni e disturbi visivi di modesta o grave entità. Basti pensare alla rimozione chirurgica di neoplasie o alla rimozione/correzioni chirurgica di cicatrici preesistenti. Si tratta di interventi complessi e delicati (ma tuttavia necessari a ripristinare e/o tutelare la salute del paziente), i quali riportano come diretta conseguenza un danneggiamento della palpebra. E’ esattamente in situazioni di questo genere che l’intervento di blefaroplastica può rappresentare, ed effettivamente rappresenta, una soluzione in grado di migliorare la qualità visiva del paziente così come l’aspetto dei suoi occhi e del viso generale. Ciò spiega come la blefaroplastica sia una tecnica chirurgica il cui ambito di applicazione è tutt’altro che limitato alla mera, e piuttosto bistrattata, chirurgia estetica.

Quando le palpebre superiori e inferiori iniziano a presentare un eccesso cutaneo (questo disturbo è chiamato blefarocalasi), il danno può non essere solo estetico ma anche funzionale. Tale problema si associa anche ad un maggiore affaticabilità della vista (che, a sua volta, puòprovocare fastidiosi mal di testa), spesso ridotta sopratutto nei quadranti laterali. E’ un grave errore, alla luce di queste informazioni, continuare a considerare la blefaroplastica un intervento di chirurgia estetica. Il confine tra chirurgia estetica e funzionale è molto labile.