Avvocatura in Italia


Ogni anno si tiene in gennaio la cerimonia di inaugurazione dell’anno gudiziario. Nel 2015  il presidente del Consiglio Nazionale Forense Guido Alpa è intervenuto alla Corte di Cassazione parlando  di “Un anno cruciale per l’Avvocatura” quello del 2014 con l’approvazione di gran parte dei regolamenti della riforma forense di cui “attendiamo la definizione del regolamento sulle specializzazioni e l’attuazione dei principi sulle società tra avvocati e degli altri adempimenti per poter completare il disegno di un avvocato moderno, libero, autonomo e indipendente”.

E’ stata un ‘occasione ideale per ribadire “il ruolo essenziale dell’Avvocatura nell’amministrazione della giustizia, sia a tutela della difesa dei diritti dei cittadini, sia nel sostenere con spirito di collaborazione e con proposte concrete i progetti di riduzione dell’arretrato e di efficienza della macchina della giustizia”.

Infatti la macchina della giustizia in Italia è ancora molto lenta e presenta delle lungaggini burocratiche che fanno si che i processi durino tantissimi anni e si accumulino fascicoli su fascicoli di pratiche ancora aperte presso i Tribunali, le Corti di Appello, i Giudici di pace e il Tar di tutte le città d’Italia.

Nonostante  ci sia stato anche l’avvio del processo telematico, l’istituzione presso gli Ordini di tutte le Camere arbitrali per una soluzione alternativa delle controversie oggi affidate ad arbitri competenti ed imparziali, e la proposta di introdurre nel processo ordinario un meccanismo che possa trasferire le cause pendenti ai procedimenti arbitrali (translatio iudici) il tutto deve ancora prendere forma e attuarsi bene nella realtà.
La negoziazione assistita degli avvocati, l’istituzione dell’Osservatorio permanente sulla giurisdizione, e la collaborazione tra avvocati e magistrati, sono degli esempi citati  per parlare delle novità in merito all’impegno dell’Avvocatura nella ricerca di misure per ridurre le pratiche arretrate e per risolvere i problemi del sistema giudiziario attuale.