L’agricoltura biologica contro la morte del pianeta Terra


L’agricoltura biologica è certamente la cura che può salvare il nostro pianeta dall’effetto serra. Ne sono convinti Aiab e Federbio che hanno informato sui vantaggi che l’agricoltura biologica può apportare in tema di abbassamento di emissioni di CO2.

Nel 2013 è stata pubblicata una ricerca che ha fatto chiarezza sulla correlazione tra la normale agricoltura intensiva e il lento deterioramento del nostro pianeta, fatto messo in evidenza anche grazie ai risultati della più innovativa agricoltura bio sempre più praticata.

Secondo la ricerca l’agricoltura biologica può favorire il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati per il 2030 a livello globale, andando a incidere sul risultato con un ampio 13%.

Secondo la ricerca guidata da Maurizio Paoletti dell’università di Padova, il terreno coltivato con tecniche di agricoltura biologica può riuscire a trattenere più acqua e a sequestrare grosse quantità di CO2. Grazie a queste caratteristiche i terreni coltivati biologicamente hanno bisogno di un minor spreco di acqua e possono avere migliori performance in quei territori dove questo prezioso bene scarseggia.

Nonostante l’Italia sia un paese leader nel settore dell’agricoltura e dell’allevamento biologico, molti sforzi a livello economici e di sicurezza devono essere fatti. Questo per riuscire a far si che queste tecniche di coltura e allevamento moderne riescano davvero a salvare il pianeta da una morte lenta e inesorabile.

Per riuscire nell’impresa di sfruttare al massimo la potenzialità del biologico, bisognerebbe che il 100% delle coltivazioni, dei terreni e degli allevamenti, smettano di utilizzare tecniche convenzionali e abbraccino il biologico a 360 gradi.

Cosa ovviamente non facile da fare, soprattutto per questioni economiche, e dunque che ben venga l’aiuto dello stato Italiano a favorire questo cambiamento radicale difficile ma possibile.

Oggi giorno è il momento adatto per fare in modo che l’agricoltura biologica si espanda a ventaglio nel nostro paese. Oggi va sfruttata l’enorme mole di dati online e non solo, che sensibilizzano le persone verso uno stile di vita e un’alimentazione naturale e biologica.